C’è un momento dell’anno, tra ottobre e dicembre, in cui le colline delle Langhe sembrano respirare più lentamente.
Le nebbie si alzano dai filari, i boschi profumano di terra bagnata, e il silenzio viene rotto solo dalle voci dei trifolao che rientrano all’alba con i loro cani.
È in questo scenario che prende vita la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, una delle manifestazioni enogastronomiche più amate e suggestive d’Italia.
L’edizione 2025 si terrà dall’11 ottobre all’8 dicembre, e promette di essere un viaggio sensoriale: una fusione tra cultura, gusto e tradizione, dove ogni via, ogni stand e ogni calice di vino raccontano l’anima più autentica del Piemonte.
E per chi cerca un modo di vivere la Fiera lontano dalla frenesia, ma a un passo dal suo cuore, c’è Podere La Piazza: un rifugio elegante e genuino immerso tra i vigneti di Costigliole d’Asti, a soli 20–25 minuti da Alba.
Da qui puoi raggiungere comodamente la Fiera, trascorrere la giornata tra mercati, profumi e incontri, e poi tornare alla calma delle colline, tra vino, silenzio e cielo limpido.
La Fiera del Tartufo: una storia che si rinnova ogni autunno
Camminare per Alba nei giorni della Fiera è come entrare in un racconto che si ripete da quasi un secolo.
Il tartufo non è solo un prodotto: è un simbolo, un rituale, una promessa di autenticità che lega la città ai suoi boschi e ai suoi abitanti.
Ogni anno la Fiera celebra questo legame con un tema guida.
Nel 2025, il filo conduttore sarà il “Profondo rispetto” — per la terra, per chi la lavora, per il ritmo naturale delle stagioni. Un invito a riscoprire la lentezza, la cura e la gratitudine per ciò che cresce sotto i nostri piedi.
Il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco
Il cuore della manifestazione è il Cortile della Maddalena, un cortile storico nel centro di Alba dove, ogni sabato e domenica dalle 9:30 alle 19:30, si svolge il celebre Mercato Mondiale del Tartufo Bianco.
Appena varchi l’ingresso di Piazza Falcone, il profumo del tartufo ti accoglie come un richiamo ancestrale.
I banchi dei trifolao si susseguono come piccoli scrigni di tesori: ognuno espone i suoi tartufi freschi, profumati, controllati e certificati dalla Commissione Qualità.
Puoi avvicinarti, osservare, annusare, chiedere consigli — ogni venditore conosce la sua terra palmo a palmo, e racconta la ricerca del tartufo come una storia di famiglia.
Attorno al mercato si sviluppa un piccolo universo gastronomico: stand con formaggi d’alpeggio, nocciole delle Langhe, miele di castagno, pane di segale, e naturalmente i grandi vini piemontesi.
Assaggiare un bicchiere di Barolo tra le vie di Alba, mentre la città profuma di bosco e burro, è un’esperienza che resta addosso a lungo.
Showcooking e Masterclass: quando la cucina diventa teatro
La Fiera del Tartufo non è solo un luogo dove acquistare, ma soprattutto un posto dove imparare e lasciarsi ispirare.
Negli spazi del Palazzo Mostre e Congressi e nei palazzi storici del centro, ogni weekend si tengono showcooking e masterclass con chef stellati e sommelier internazionali.
Le cucine diventano palcoscenici: si parla di tecniche, di abbinamenti, di memorie culinarie.
Le Masterclass Falstaff, molto richieste, propongono degustazioni guidate che raccontano il dialogo tra tartufo e vino: un tagliolino al burro di malga cambia completamente se accompagnato da un Nebbiolo giovane o da un Barbaresco maturo.
Ogni assaggio è un esercizio di equilibrio e rispetto per la materia prima.
I Laboratori del Gusto e l’anima Slow
Organizzati da Slow Food, i Laboratori del Gusto sono piccole esperienze sensoriali per chi desidera andare oltre l’assaggio.
In un’ora impari a riconoscere un tartufo fresco, a conservarlo, a pulirlo correttamente e ad abbinarlo con i prodotti giusti: formaggi, uova, risotti, tagliolini.
È un viaggio nell’arte della semplicità, in quel gusto puro che nasce solo dall’ascolto della terra.
Parteciparvi è come sedersi a una lezione di filosofia naturale: si parla di profumi, di cicli, di biodiversità — e si capisce perché il tartufo d’Alba non può essere imitato da nessuna parte al mondo.
Folklore, arte e passione: il lato umano della Fiera
La Fiera è anche festa.
Ogni ottobre, Alba si trasforma in un borgo medievale animato da rievocazioni e spettacoli popolari.
Il Palio degli Asini (domenica 5 ottobre 2025) è uno degli appuntamenti più amati: una corsa ironica e divertente tra le contrade cittadine, dove ogni quartiere sfida gli altri su un asino bardato a festa. Le strade si riempiono di risate, tamburi e costumi d’epoca.
Qualche settimana dopo arriva il Baccanale dei Borghi (18 e 19 ottobre 2025), un’esplosione di colori e profumi. Le piazze diventano osterie all’aperto: si gustano piatti tipici, si ascolta musica dal vivo, si brinda tra amici e sconosciuti.
È la parte più spontanea e conviviale della Fiera, quella che lascia un ricordo sincero e umano.
L’Asta Mondiale del Tartufo Bianco: il fascino dell’unicità
Il momento più iconico arriva a novembre, con l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba.
Si tiene al Castello di Grinzane Cavour, una fortezza che domina le colline, ed è seguita in diretta mondiale.
Qui, tra brindisi e offerte record, vengono battuti i tartufi più rari, con il ricavato devoluto in beneficenza.
È un evento che unisce la cultura del lusso e la generosità del territorio, ma anche un tributo al mistero del tartufo stesso: un dono della natura che nessun uomo può coltivare o controllare davvero.
Come raggiungere Alba dal Podere
Raggiungere la Fiera da Podere La Piazza è semplice e piacevole: il tragitto attraversa le colline del Monferrato, tra paesaggi che sembrano dipinti.
In auto sono circa 23 km, percorribili in 20–25 minuti via Govone o lungo l’autostrada A33 Asti–Cuneo.
Arrivando presto, verso le 9:00, trovi facilmente posto nei parcheggi indicati nella mappa ufficiale della Fiera.
Nei weekend di maggiore afflusso sono attive navette dai parcheggi scambiatori, segnalate sul sito ufficiale.
E se preferisci non guidare, il Podere può aiutarti a organizzare un transfer privato, per un’esperienza senza stress.
Podere La Piazza: il tuo rifugio tra Langhe e Monferrato
Quando la giornata in Fiera finisce e la città si placa, inizia il piacere del rientro.
Lungo la strada verso Costigliole, le colline si tingono d’oro e l’aria profuma di legna e mosto.
Podere La Piazza ti accoglie con la sua eleganza sobria e l’atmosfera familiare di un casale del XVII secolo.
Le camere combinano comfort moderno e fascino rustico: alcune con camino, altre con balcone sui vigneti.
Il ristorante propone piatti tipici piemontesi, rivisitati con gusto e autenticità — e naturalmente, durante la Fiera, il protagonista assoluto è il tartufo bianco.
La cantina storica del Podere custodisce vini locali e offre degustazioni guidate, perfette per chiudere la serata in compagnia.
E quando il tempo lo permette, la piscina panoramica diventa il luogo ideale per guardare il tramonto sulle colline, con un calice di Barbera in mano.
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Tre giornate perfette per vivere la Fiera
Giorno 1 – Full immersion nel mondo del tartufo
Dedicato agli appassionati del gusto: visita al Mercato, showcooking, masterclass e cena degustazione al Podere.
Giorno 2 – Folklore e tradizione
Mattina tra le bancarelle, pomeriggio al Palio o al Baccanale dei Borghi, serata con vino e musica nelle colline.
Giorno 3 – Wine & Fine Dining
Tour nelle cantine del Barolo e del Barbaresco, pranzo panoramico al Castello di Roddi e rientro al Podere per una cena al tartufo.
Consigli pratici
- Prenota camere e biglietti con anticipo: la Fiera attira visitatori da tutto il mondo.
- Indossa scarpe comode e vestiti a strati: il clima autunnale è mutevole.
- Per i bambini, esplora le attività dedicate Truffle Kids.
- Porta un contenitore ermetico per conservare i tartufi.
- Approfitta della posizione del Podere per esplorare anche i dintorni: Neive, Barolo, La Morra, Asti sono a pochi minuti.
Vivi la Fiera, respira la calma
La Fiera del Tartufo d’Alba non è solo un evento: è un rituale che parla di stagioni, di radici e di bellezza.
E per viverla davvero, serve un luogo che ne rispecchi lo spirito.
Da Podere La Piazza puoi assaporare l’energia della città e poi rifugiarti tra le colline, dove tutto rallenta e il tempo torna a misurarsi con il respiro.
È il modo più autentico per vivere il Piemonte: un piede nella festa, e l’altro nella quiete.
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